FILA A TEATRO 2015 -16

Pensiamo al teatro come a un luogo nel quale le persone s’incontrano, le arti s’intrecciano, ci immaginiamo che se tutto fosse collegato da fili si finirebbe per creare una trama fitta.

L’idea del titolo nasce dal filo intrecciato, ma gli stimoli ci sono arrivati anche dalla nostra tradizione e in particolare dal modo di dire, diffuso all’inizio del ‘900, “Andare in fila” che deriva presumibilmente da filare, ma ha finito per rappresentare gli incontri serali di varie persone nelle stalle. Durante la stagione fredda, nei paesi, c’era l’abitudine di ritrovarsi nelle stalle per trascorrere un momento conviviale raccontando storie, condividendo esperienze, trasmettendosi tradizioni, mentre le donne erano solite filare. Così riallacciandoci alla nostra cultura popolare ci piace che la gente pensi al teatro come a un luogo nel quale trascorrere momenti piacevoli sentendosi un po’ “a casa”.

Fila a teatro, vuole richiamare anche l’ordine che i genitori danno ai bambini capricciosi, la fila che si fa a teatro per comprare il biglietto, la fila di sedie di un teatro… insomma, speriamo di FILARE TUTTI A TEATRO!

PROSSIMI APPUNTAMENTI al TEATRO COMUNALE DI ZOPPOLA

Sabato 16 APRILE 2016, ore 21.00

I MISANTROPI
The Frames

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regia di Massimo Vinti
con Valentina Chiribella, Lidia Miceli, Alessandro Moser e Massimo Vinti

Quattro artisti desiderosi di confrontarsi con la quotidiana ricerca di ciò che ci attraversa e degli strumenti che il teatro ci offre per raccontare e rappresentare il mondo in cui viviamo.

Siamo tutti misantropi,nessuno è escluso! Schermati dalle costrizioni sociali, viziati da un’immagine di sé costruita per una società spietata che richiede sempre più la perfezione. Cosa dobbiamo trasformare oggi per diventare esseri umani?

In un momento di crisi dei valori umani così significativo, siamo andati ad investigare e studiare gli autori del passato e così abbiamo trovato in Molière un perfetto interprete di ciò che ci interessava raccontare: l’incapacità di accettare se stessi e gli altri, l’incapacità di amare e di amarci, la pressione sociale e le nostre ambizioni, elementi capaci di modificare, a volte deformare, ciò che siamo e ciò che desideriamo veramente. Cosa delinea profondamente il tratto dell’umanità? Aborrire il male, scacciarlo, tenerlo lontano come fa Alceste o abbracciarlo, comprenderlo come naturale inclinazione dell’essere, come suggerisce Filinte? E ancora, cosa giustifica l’amore? Cosa nasconde questo sentimento in Arsinoè o in Celimene? Siamo tutti misantropi, nessuno è escluso! Schermati dalle costrizioni sociali, viziati da un’immagine patinata del proprio sé costruita ad hoc per sopravvivere in una società spietata che richiede sempre più la perfezione.

Riscrittura scenica in chiave contemporanea mantenendo del testo di Molierè.

PRIMA REGIONALE

INGRESSO UNICO € 5,00 + calice di vino offerto


Venerdì 22 APRILE 2016, ore 21.00

10 ANNI DI QUINTETO PORTENO  con L’Accademia d’archi ARRIGONI
GRANDE EVENTO, il Quinteto Porteño festeggia dieci anni di musica.       – Genere Tango-Jazz –

Zoppola, 25/10/2013 - Quinteto Porteno - Nicola Milan (fisarmonica), Daniele Labelli (pianoforte), Nicola Mansutti (violino), Roberto Colussi (chitarra) Alessandro Turchet (contrabbasso) - Foto Luca d'Agostino/Phocus Agency © 2013ADA_99_Colugna_20150701 copia

Da Decarissimo omaggio ad Astor Piazzolla a Desiderata e Rinascimento, ai nuovi brani inediti composti ed arrangiati dalla formazione per l’occasione, sarà un concerto ricco di energia, di passione dove mondi sonori diversi ma con un unico filo conduttore  sapranno entusiasmare e trascinare con se qualsiasi ascoltatore.

Nicola Milan                 Fisarmonica
Daniele Labelli             Pianoforte
Nicola Mansutti            Violino
Roberto Colussi            Chitarra
Alessandro Turchet     Contrabbasso

Dicono del Quinteto Porteno:

Un gruppo incredibile con un sound pazzesco”.
Biagio Antonacci

Il Nuevo che fu di Piazzolla è tutto in quel segreto che loro conoscono, e che esiste in quell’istante sovrannaturale che si crea tra passo e passo”.
Fabrizio Ciccarelli

La Musica del Quinteto Porteño è profonda e logica come un pensiero coerente”.
Paolo Odello

Sanguigno come solo un tango può essere ma allo stesso tempo nuovo , rigenerato”
Federica Di Bari

Desiderata è di rara bellezza
Bruno Pollacci

Ingresso intero: euro 10 intero
Ingresso ridotto: euro 7 ridotto (soci scuola di musica e molino rosenkranz)
i bambini sotto i dieci anni non pagano

Biglietti in prevendita presso la Scuola di Musica di Zoppola (all’interno del teatro) dal lunedì al giovedì dalle 15 alle 19

www.quintetoporteno.com

RECENSIONE


 

Venerdì 29 APRILE 2016, ore 21.00

FACELESS
una battaglia contro il cyberbullismo
Teatro della Gran Guardia (Padova)

regia di Gianni Gastaldon
testo di Franca Pretto
con Eleonora Fontana e Nicola Perin
direzione artistica Renata Rebeschini

Chi ha paura dell’uomo nero? Io no… io no… io no…
Un gioco che si faceva da bambini
Ma chi è l’uomo nero? Lo spazzacamino?… o quello di colo­re?… o l’extracomunitario?… o…
Il vigliacco?
Vigliacco?
Ecco… allora si può rispondere ancora: Io no… io no… io no…?
Vigliacco: “Detto di chi (o di ciò che) denota meschinità, pavi­dità, viltà: comportamento, mentalità pusillanime”, dice lo Za­nichelli. Ma forse bisognerebbe anche aggiungere: colui che agisce di nascosto, nell’ombra, per non esporsi e quindi per non subire le conseguenze di ciò che compie.
Il cyberbullo si fa forte di questa verità e la usa per colpire la sua vittima, conscio del fatto che quest’ultima non è in grado di reagire. Ma, ricordiamolo, quello che facciamo avrà sempre effetto sugli altri. Lo scopo del cyber bullo è quello di prevarica­re, insultare, minacciare, svergognare, terrorizzare, calunniare, deridere, spingere alla depressione, persino indurre al suicidio.
In questo spettacolo si racconta la storia di Eli, una ragazza come tante, in età scolare, che viene presa di mira da qualcu­no. L’uomo nero?
La sua vita cambia in breve tempo: le amiche le voltano le spal­le, lei si vergogna ad andare a scuola, vuol rimanere chiusa in casa, vuole scomparire.
Solo un amico, Nico, sedicenne come lei, le sarà vicino, le farà da supporto e tenterà di aiutarla.
Ci riuscirà?
Uno spettacolo che fa riflettere, che rappresenta un aspetto celato della nostra società, che potrebbe riguardarci da vicino. Il forte coinvolgimento del pubblico, sia di adulti che di ragazzi, sarà parte integrante dello spettacolo, e preparerà a un finale tutto da scrivere.

PRIMA REGIONALE

INGRESSO LIBERO


 

Sabato 7 maggio 2016, ore 21.00

BALDUS / HABITS
EVENTO SPECIALE

Come conclusione della rassegna, una serata unica che accoglierà due anteprime, una sarà il frutto del lavoro di due artisti e autori locali, l’altra uno spettacolo di circo contemporaneo che mescola corda aerea e gioco d’attore.

BALDUS
di e con Giacomo Trevisan
regia di Serena di Blasio (Friuli)
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La storia di Baldus è simile a quella di molti giovani friulani che sotto il dominio austriaco vennero “pilustrati”, cioè strappati dal loro paese e arruolati con la forza. Tornato a Codroipo, Baldus si vendicherà di chi gli ha “rubato la vita”: alla vendetta della vittima sul Potere, però, corrisponderà il castigo della vittima da parte del Potere.
Dopo la morte di Baldus, alla verità processuale si affiancano tante piccole verità sorte dalla voce popolare, e alla Storia si uniscono “le storie”. Nel monologo queste voci si sovrappongono: la messinscena di Serena Di Blasio metterà in luce i tanti punti di vista di questa vicenda ribelle, dolorosa, rabbiosa, esemplare.

La vicenda di Angelo Balduzzo diventa leggenda: uno spauracchio per i bambini (“Viôt che tu finissis come Baldùs!” vengono minacciati) che vedono in lui il bandito smargiasso e contrario al potere, un Robin Hood disgraziato e senza causa; le pettegole del paese mettono in giro la voce che della morosa del Balduzzo fosse innamorato anche il dott. Stefano Bianchi, veterinario e fratello del prete ammazzato, che avrebbe quindi tramato col fratello per avere “campo libero” e poter così concupire la giovane; per il potere Balduzzo diviene l’esempio negativo da punire per educare e spaventare il popolo. La storia di un disgraziato, sradicato dal suo paese e privo di futuro diviene una piccola parabola del potere che schiaccia l’uomo, la libertà e l’amore. Balduzzo non si ribella contro un prete colpevole di avergli fatto uno sgarbo, si ribella contro un meccanismo di prepotenza e potere dei sorestans su la puare int.

Nel monologo, quindi, si intrecciano le voci delle tre verità del racconto: la verità popolare e la mitizzazione infantile, la storia ufficiale e borghese (la versione utile al Potere per rafforzarsi) e la storia universale di chi lotta per la propria libertà. Seguendo il dipanarsi e riannodarsi dei tre piani, le zone oscure in cui possiamo tentare solo supposizioni, quelle illuminate solo dai documenti “di parte” e quelle narrate dalla gente si verrà a comporre un mosaico di idee, testimonianze, suggestioni su una vicenda che è sì friulana, ma universale.

HABITS
di e con Vera Mor (Sicilia)

  

Habits, è uno spettacolo di circo contemporaneo, che mescola corda aerea e gioco d’attore. E’ un viaggio intimo lungo quel percorso che unisce e separa l’individuo e la società. Racconta una metamorfosi, che porta l’individuo a liberarsi di quelle abitudini che è assuefatto ad accettare in quanto “animale sociale”, per inoltrarsi verso un percorso di autoconoscenza profondo. Spogliarsi degli abiti diventa scoprirsi, gioire, avere paura, conoscersi. Habits è la stanza di una donna, in cui avviene la sua graduale trasformazione da “animale sociale” ad essere umano.

Vera Mor inizia a intraprendere professionalmente la carriera di artista di circo contemporaneo nel 2006. Si forma presso la scuola di circo Flic dove si diploma nel 2008, presso Espace Catastrophe e Danscentrumjette di Bruxelles (2011), presso Gravity Circus Centre di Londra (dove si diploma nel 2014) e presso la Central del Circ di Barcellona (2015). E’insegnante e artista di circo contemporaneo dal 2008, lavorando presso svariati festival e teatri in Italia, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Marocco, Belgio. E‘ attratta dall’aspetto autoriale e drammaturgico del circo contemporaneo, e dall’aspetto di ricerca, elaborando una poetica personale che va in una direzione espressiva più che dimostrativa. Già co-autrice e interprete dello spettacolo di circo e musica dal vivo “Ilinx” in collaborazione col sassofonista jazz Gianni Gebbia e di svariati soli su tessuti e corda, è stata impegnata negli ultimi mesi in una serie di residenze presso la Central del Circ di Barcellona, Espai Cronopis di Matarò, e Teatro Palafolli di Ascoli Piceno per la creazione del suo ultimo progetto da sala Habits, di cui è autrice e interprete, con la regia della coreografa Giovanna Amarù.

http://veramor.jimdo.com/

PRIME REGIONALI

INGRESSO UNICO € 5,00 + calice di vino offerto

 

Venerdì 20 MAGGIO 2016, ore 21.00

INVISIBILMENTE + HIM
Menoventi + Fanny & Alexander (Ravenna)

 

INVISIBILMENTE
Menoventi
 

Finalista del Premio Vertigine 2010

Di Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele,
Con Consuelo Battiston e Alessandro Miele
Regia di Gianni Farina
Produzione Menoventi/ERT/E-production

Volevamo fare uno spettacolo sul giudizio universale.
Abbiamo speso tempo ed energie per capire in quale categoria di dannati inserire i nostri protagonisti, concludendo che per essere esemplari della nostra razza il loro destino non potrà essere che quello degli ignavi senza peccato.
Abbiamo poi trovato il reagente dell’intreccio: una rivelazione mal compresa che porta al delirio. Abbiamo intuito financo una possibile forma di Ermes, messaggero della rivelazione. Ma non è tutto: c’era un’idea per dare forma all’invisibile che mugghia sotto di noi e pure la relativa reazione dei nostri antieroi al mistico incontro!
Insomma, si trattava di un capolavoro in grado di sondare la reazione dell’umanità posta sotto analisi ed in attesa di relativo giudizio; la consapevolezza dell’essere osservati e di avere un dito enorme puntato contro; la sensazione concreta di un’autorità superiore che sceglie proprio noi, ramo secco nell’evoluzione della vita su questo pianeta.
Il tutto reso attraverso equilibrati effetti speciali ed una manciata di ottimi attori.
Però ci serviva un elefante e la produzione si è ostinata a non volerlo acquistare.
Quindi abbiamo fatto un’altra cosa.

“Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi.” (Genesi 3, 7)

Oppressi da un forte controllo, due malcapitati devono affrontare uno strano scherzo del destino.
I sotterfugi per girare a loro favore la situazione si rivelano tutti vani.
Braccati non hanno tregua.
Bloccati, vengono tenuti continuamente sottocchio.
Cosa resta loro da fare?
Nascondersi sotto gli occhi di tutti.

http://menoventi.com

 

HIM
Fanny & Alexander
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produzione Fanny & Alexander
con Marco Cavalcoli
drammaturgia Chiara Lagani
regia Luigi de Angelis

Su un grande schermo approntato su palco è proiettato un film su Il Mago di Oz.
Al di sotto, al centro della scena, la figura di un piccolo dittatore-direttore d’orchestra, ossessionato dal film, del quale esegue senza tregua il doppiaggio, arrogandosi tutti i ruoli e, di più, l’intera parte audio: voci, musiche, suoni e rumori.
La comicità scaturisce  proprio dall’impossibilità di poter doppiare effettivamente tutto e quindi dalla necessità di selezionare, volta a volta, le parti e i punti a cui dare voce. E‘ come se il piccolo dittatore-direttore fosse „parlato“ dal film.

Egli adatta ai propri toni una differente modalità per ognuno dei personaggi e degli eventi del film, in un’esilarante miscela performativa che da un lato esalta il susseguirsi della narrazione del film, dei colpi di scena, delle battute, mentre dall’altro vi aggiunge la vitalità che è caratteristica dei modi e dei ritmi propri del teatro.

 

«E la voce?». Chiese la bambina.
«Oh, io sono ventriloquo», disse l’omino, «e posso fare uscire il suono della mia voce da dove voglio; per questo hai creduto che venisse fuori dalla testa.
E adesso vi mostrerò le altre cose che ho adoperato per ingannarvi…»
F. L. Baum, Il Meraviglioso Mago di Oz

Malgrado la durezza e la crudeltà che mi è sembrato di vedere nel suo viso,
ho avuto l’impressione che davanti a me ci fosse un uomo di cui ci si poteva fidare, una volta che avesse dato la sua parola.
Dal discorso di N. Chamberlain alla Camera dei Comuni, 28 settembre 1938

Forse delle immagini mi affascina proprio la possibilità
di non controllarle mai fino in fondo.
Non so esattamente perché, ma mi sembra sempre che le immagini non appartengano mai a nessuno e che invece siano lì, a disposizione di tutti.
Maurizio Cattelan, Lectio magistralis

Al termine della sua famosa storia Dorothy giunge a Oz e, in procinto di essere esaudita, scopre che il suo mago è un falso mago e un vero artista: un ventriloquo, esperto d’aria e mongolfiere, di illusioni e altre cose inesistenti. Le alterne sembianze del mago – la grande testa, la bella dama, la bestia feroce – si rivelano fittizie e mendaci. Ma erano davvero un inganno?

Se si volesse dar un volto a questo mago, concedere un’apparenza istantanea al suo smascheramento, forse più che un’immagine occorrerebbe una lacuna, una traccia, un lembo del suo possibile e misterioso aspetto. Quest’istantanea, però, sarebbe lunga quanto la storia che l’ha prodotta, o che dall’immagine si è generata, lunga quanto il racconto intero che le è sigillo e che lei sigilla.
Il Mago, protagonista indiscusso della storia, artefice dell’inganno e della realtà dell’opera, ne è forse il primo e solo committente: inginocchiato, crudele e devoto, esile figurina desunta dalle pale di un altare barocco, spettro tridimensionale rubato alla storia o alla storia dell’arte, statuetta ambigua sottratta a un più maestoso, ma invisibile, monumento civile.

RASSEGNA STAMPA: http://www.fannyalexander.org/archivio/archivio.it/essays_him.htm

INGRESSO INTERO  € 10,00 (per due spettacoli)
INGRESSO RIDOTTO € 8,00 Soci Molino Rosenkranz, Scuola di Musica, Studenti

 

Teatro Comunale di Zoppola via L. Da Vinci, 1

Info e prenotazioni: mr@molinorosenkranz.it 0434 574459 – 348 9033339

 

con il sostegno di          partner                    sponsor 

 

TEATRO RAGAZZI 2015 – 16

 


Domenica 22 NOVEMBRE 2015, ore 17.00
CIRCO TRE DITA
Teatro d’attore e di figura

Il Circo Tre Dita è un vero e proprio Circo in miniatura, il più piccolo del mondo.
Alberto De Bastiani presenta lo spettacolo, suona un vecchio organetto di Barberia, coinvolge attivamente il pubblico, Paolo Rech fa vivere gli acrobati, i domatori, i clowns con tre dita della mano.
Il cast è ricco di artisti internazionali: Vladimir Bombaciov, l’ultimo uomo proiettile; Lulù, la donna più forte del mondo che affronta il più coraggioso bambino del pubblico; il fachiro Ahi Ke Mal; Da Damus il più vecchio domatore della preistoria… e non mancheranno i divertenti intermezzi dei clowns Pippo e Pepe.
Con questo spettacolo il Circo Tre Dita ha partecipato ai più importanti festival di teatro di figura in Italia e all’estero, vincendo il 1° premio al Festival Internazionale del Teatro per Ragazzi di Porto Sant’Elpidio nel 1998.

Alberto De Bastiani e Paolo Rech (Veneto)

Evento speciale per la Giornata dei Diritti dei Ragazzi – INGRESSO GRATUITO

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Domenica 20 DICEMBRE 
2015, ore 17.00
SCHIACCIANOCI E IL RE DEI TOPI
Spettacolo di narrazione con oggetti e musica dal vivo


La celebre favola di Hoffmann diventa un testo teatrale coinvolgente ed emozionante, dove divertimento e magia convivono felicemente.
In scena due narratori-musicisti, così innamorati delle dolci atmosfere natalizie, da poterle far rivivere al pubblico anche quando Natale non è!
Ed ecco sul palco, un enorme pacco regalo, con dentro il regalo più bello: una storia da raccontare.
E la storia inizia così… Era la vigilia di Natale. Nella grande sala, la mamma e il babbo stavano preparando un bellissimo albero, decorato con lustrini d’argento e candeline colorate. E i bambini? Beh… loro erano dietro la porta, a spiare curiosi, attendendo il momento di entrare. Fritz e Marie, come tutti i bambini, aspettano con ansia i doni di Natale. Un amico di famiglia regala loro uno Schiaccianoci di legno. Sembra un oggetto innocuo, ma dentro i loro sogni si anima e diventa un personaggio magico, che li trascina in un mondo popolato di topi, fate, soldati, principi e principesse.
Una fra le più belle e coinvolgenti fiabe che ancora non manca di appassionare lettori e spettatori di ogni età.

Ortoteatro (Friuli)
con Fabio Scaramucci e Fabio Mazza
elementi scenotecnici di Paolo Pezzutti
musiche del M° Fabio Mazza
regia di Fabio Scaramucci

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Domenica 24 GENNAIO 
2016, ore 17.00
L’ATLANTE DELLE CITTA’
Teatro di figura

L’Atlante delle Città si sviluppa intorno ad una macchina scenica che si apre e si trasforma sotto gli occhi dei bambini diventando aereo ad elica, bicicletta, lanterna magica, atlante di città dove si nascondono storie, personaggi, racconti, immagini, disegni: figure di un film che inizia e si svela lentamente. Appaiono così LE CITTA’ INVISIBILI, infilate nei cassetti, tra sportelli e nascondigli, città capovolte, immerse nell’acqua, ricamate di carta, ritagliate nel rame, costruite di corda e di spago, appese a fili sottili, e trasportate da cigolanti carrucole. 
Si assiste allo spettacolo seduti sotto una tenda, una tenda nel deserto che rende intensa e suggestiva la partecipazione dei bambini che si trovano così a viaggiare assieme a Marco Polo, viaggiatore solitario dei nostri giorni, un po’ assente e stralunato, che parla in rima e che “… ignaro delle lingue del Levante, non può esprimersi che con gesti, salti di meraviglia, con oggetti che va estraendo dalle sue bisacce. Palese ed oscuro, tutto quello che mostra ha il potere degli emblemi che una volta visti non si possono né dimenticare né confondere…”

Antonio Panzuto (Veneto)
con Antonio Panzuto
scene e oggetti Antonio Panzuto
luci Paolo Rodighiero
suoni Alessandro Tognon
adattamento in versi e regia Vasco Mirandola
collaborazione tecnica Gianugo Fabris
collaborazione alla sceneggiatura Pierelisa Facco

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Domenica 7 FEBBRAIO 
2016, ore 17.00
K COME KOSIMO
Teatro d’attore

Dedicato a “Il barone rampante” di Italo Calvino
Parlare di “rivoluzione” ai bambini si può? Si deve! Perché è il primo NO che diciamo da piccoli, ai nostri genitori o forse a scuola o magari ad un compagno prepotente, la rivoluzione più dura da compiere. Quel primo piccolo grande NO e le conseguenze che ne deriveranno, “segnano” in qualche modo il nostro futuro, il nostro rapportarci con le scelte della vita, con l’assunzione di responsabilità, con la capacità di sostenere il nostro punto di vista, il nostro rapporto intimo con il concetto di giustizia. 

I bambini che dicono NO sono generalmente indicati con l’appellativo di “disobbedienti”. E questo spettacolo racconta la storia di un uno di loro, che di fronte all’ennesima sottile ma innegabilmente ingiusta imposizione da parte del contesto familiare, si ribella. Ma non si limita a dire quel legittimo NO, lo agisce, segnando il destino “speciale” di tutta la sua vita
Cosimo Piovasco di Rondò partorito dalla penna inesauribile di ItaloCalvino abbandona la tavola paterna rifiutandosi di mangiare un piatto di lumache e si rifugia sugli alberi. La cosa straordinaria è che dagli alberi non scenderà mai più.
Cosimo è  un “eroe della disobbedienza”, una specie di Gian Burrasca sullo sfondo della burrasca di tutto il mondo. La prima lezione che impariamo dal comportamento di Cosimo è che la disobbedienza acquista un senso solo quando diventa una disciplina morale più rigorosa e ardua di quella a cui ci si ribella. Attraverso il nostro Cosimo guardiamo il mondo da una prospettiva nuova, “dall’alto di un albero” dove trascorrerà una vita tutt’altro che monotona, anzi piena di avventure, e  tutt’altro che da eremita coltivando la sua passione per il genere umano e i rapporti con gli altri ma non  dando a nessuno la soddisfazione di scendere, mai, perché difese sempre, con amore, la sua idea.

Blanca Teatro (Toscana)
con Antonio Bertusi, Sabine Matteo Procuranti
canzoni originali di Matteo Procuranti
spazio scenico Francesco Neri
costumi ed elementi di scena Rachele Del Prete
drammaturgia e regia Virginia Martini

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Domenica 6 MARZO 
2016, ore 17.00
GIU’ LE MANI DA NONNO TOMMASO
Teatro d’attore e di figura

Con Nonno Tommaso il tempo volava, persino durante le grigie giornate di pioggia. I passerotti del giardino diventavano uccelli tropicali, il pesce dell’acquario un drago fantastico e la vasca da bagno una nave che attraversa mari tempestosi. Il tempo scorreva felice, le storie riempivano le ore e i pomeriggi. Finchè un giorno arrivarono gli Acchiappanonni e piano piano tutti i nonni scomparvero. Liberare i nonni divenne una promessa per i bambini, che studiarono un piano segreto per riportarli a casa.
POESIA, COMICITA’, AVVENTURA… e una storia, che tra le righe, ci racconta del legame che unisce nonni e nipoti.

Molino Rosenkranz (Friuli)
con  Roberto Pagura e Marta Riservato
regia Fabiano Fantini
scenografia Roberto Pagura
selezione musiche Annalisa Chivilò

Ingresso unico: € 5,00
Abbonamento 4 spettacoli: € 15,00
in vendita presso il Teatro Comunale di Zoppola nei giorni:
22 novembre dalle 15.00 alle 17.00
19 dicembre dalle 18.00 alle 20.30
20 dicembre dalle 15.00 alle 17.00
per l’acquisto in altre date, contattateci a mr@molinorosenkranz.it o 0434 574459 dal lun al ven dalle 10 alle 18

 

con il sostegno di          partner                      sponsor

 

CONCERTI

Venerdì 22 APRILE 2016, ore 21.00

10 ANNI DI QUINTETO PORTENO  con L’Accademia d’archi ARRIGONI
GRANDE EVENTO, il Quinteto Porteño festeggia dieci anni di musica.       – Genere Tango-Jazz –

Zoppola, 25/10/2013 - Quinteto Porteno - Nicola Milan (fisarmonica), Daniele Labelli (pianoforte), Nicola Mansutti (violino), Roberto Colussi (chitarra) Alessandro Turchet (contrabbasso) - Foto Luca d'Agostino/Phocus Agency © 2013

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Da Decarissimo omaggio ad Astor Piazzolla a Desiderata e Rinascimento, ai nuovi brani inediti composti ed arrangiati dalla formazione per l’occasione, sarà un concerto ricco di energia, di passione dove mondi sonori diversi ma con un unico filo conduttore  sapranno entusiasmare e trascinare con se qualsiasi ascoltatore.

Nicola Milan                 Fisarmonica
Daniele Labelli             Pianoforte
Nicola Mansutti            Violino
Roberto Colussi            Chitarra
Alessandro Turchet     Contrabbasso

Dicono del Quinteto Porteno:

Un gruppo incredibile con un sound pazzesco”.
Biagio Antonacci

Il Nuevo che fu di Piazzolla è tutto in quel segreto che loro conoscono, e che esiste in quell’istante sovrannaturale che si crea tra passo e passo”.
Fabrizio Ciccarelli

La Musica del Quinteto Porteño è profonda e logica come un pensiero coerente”.
Paolo Odello

Sanguigno come solo un tango può essere ma allo stesso tempo nuovo , rigenerato”
Federica Di Bari

Desiderata è di rara bellezza
Bruno Pollacci

Ingresso intero: euro 10 intero
Ingresso ridotto: euro 7 ridotto (soci scuola di musica e molino rosenkranz)
i bambini sotto i dieci anni non pagano

Biglietti in prevendita presso la Scuola di Musica di Zoppola (all’interno del teatro) dal lunedì al giovedì dalle 15 alle 19

www.quintetoporteno.com

RECENSIONE

CONCERTI PASSATI

Sabato 12 MARZO 2016, ore 20.45

CORDE DELL’ANIMA
Concerto violino e arpa

   

Corde dell’anima è un viaggio sonoro in compagnia di due strumenti affascinanti e complessi come l’arpa ed il violino, che vibrano come anime toccate dalla varietà di struggenti melodie. Un percorso vario e articolato abbraccia capisaldi della musica romantica e atmosfere rarefatte di paesaggi del Novecento, motivi di danza e celebri colonne sonore di film. Si delinea così un ampio panorama delle possibilità timbriche e della varietà di caratteri che questo duo rende possibili attraverso la magia di corde che uniscono le emozioni di musicisti e pubblico.

Cristina di Bernardo – Arpa
Nicola Mansutti – Violino

Ingresso unico:   € 5,00
i bambini sotto i dieci anni non pagano

Biglietti in prevendita presso la Scuola di Musica di Zoppola (all’interno del teatro) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00


Sabato 19 DICEMBRE 2015, ore 20.45

7th NOTE GOSPEL LAB

L’associazione culturale “Seventh Note Gospel Lab” è una formazione Gospel nata nel 2005 per iniziativa di Manuel Ziroldo.
Questo progetto corale è sorto dalla voglia di condividere, trasmettere e diffondere una grande passione per la musica Gospel, privilegiato veicolo di gioia, emotività, energia, ma anche denuncia e solidarietà verso chi ha dovuto soffrire per la violenza e per il dominio dell’uomo sull’uomo.
Il coro è costituito da 20 elementi, ciascuno con esperienze musicali precedentemente acquisite, tra cui troviamo diverse voci soliste già note al pubblico (alcuni vantano collaborazioni con artisti internazionali quali Stevie Wonder, Darrell Hill, Sidney Salmon, Larry Ray, Cheryl Porter, Sherrita Duran, Donald Lawrance e nazionali quali Adriano Celentano e Mario Biondi) e da cinque musicisti professionisti (pianoforte, hammond & keyboards, chitarra, basso e batteria) che accompagnano la performance a seconda del progetto.
Dalla sua fondazione, passo dopo passo, il “Seventh Note Gospel Lab” si esibisce in piazze, chiese, teatri, workshop e seminari sempre più prestigiosi, proponendo dei progetti sia in chiave elettrica (con tutta la band al seguito) sia in unplugged (solo con l’accompagnamento di piano ed, eventualmente, percussioni).
Il repertorio spazia dai classici della tradizione Gospel (“Oh Happy Day”) a brani natalizi (“Oh Come All Ye Faithful”) , da colonne sonore di film (“Sister Act”) sino alle più recenti composizioni di Contemporary Christian e Funky di autori quali Kirk Franklin, Israel & New Breed, Kurt Carr.
Nonostante l’anima del coro nasca Gospel, la comune passione per il canto trova il 7thNGL aperto e disponibile a sperimentare, reinterpretare e reinventare anche brani di genere diverso: da qui la qualifica di “Laboratorio” Gospel.
Dal 2012 nasce la collaborazione con il cantante americano Will Weldon Roberson, artista formatosi nel mondo del musical di Broadway che vanta prestigiose
collaborazioni, tra cui con Mariah Carey e Paolo Conte. Una delle voci più richieste del panorama Gospel italiano.
Dal 2014 inoltre inizia la collaborazione con Kenneth Bailey, cantante e sassofonista inglese protagonista nel mondo del Gospel, Soul, Jazz e R&B italiano e musicista di Eros Ramazzotti.

Ingresso intero:   € 10,00
Ingresso ridotto: € 7,00 Soci scuola di Musica e Molino Rosenkranz, bambini sotto i 10 anni

Biglietti in prevendita presso la Scuola di Musica di Zoppola (all’interno del teatro) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00

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