Bodo, avventura di un drago scacciapaura

In una terra lontana, dentro una foresta sconosciuta, vive Bodo, un drago, l’ultimo della sua specie.

Bodo non è un drago qualsiasi, in vita sua non ha mai urlato con rabbia o soffiato fuoco: lui ama guardare le farfalle in volo, parlare con la luna, danzare e giocare con i pesci. Un giorno, Bodo  incontra un coniglio che non riesce a dormire per colpa della “Paura”: quando cerca di chiudere gli occhi, tutto solo nel suo lettino,  ecco che la “Paura” arriva! Ma chi….e che cosa sarà mai questa paura?  Tutti,  almeno una volta nella vita, l’abbiamo conosciuta persino drago Bodo che,  pur di  aiutare il piccolo coniglio, impara a fare il drago feroce per spaventare gli altri, ma niente riesce a scalfire il suo animo gentile e nonostante tutto, rimane un drago buono.

Regia Roberto Pagura
Con Anna Valerio e Luca Maronese
Musiche originali Michele Pucci

Pupazzi Roberto Pagura
Adattamento testo Annalisa Chivilò
Video Mamais Video e Comunicazione
Foto Alessio Mattiuzzo e Ivano De Simon

Durata circa 50 minuti
Tecnica: attore e figura
 
Liberamente ispirato a “Dormi tranquillo piccolo coniglio” di Stefan Gemmel,
con illustrazioni di Marie-José Sacré, pubblicato da Bohem Press Italia
 

NOTE DI REGIA

Il perchè abbiamo scelto questa storia si spiega anche e soprattutto con il periodo in cui è stato indeato e costruito: era il lockdown del 2020 quando ogni giorno convivevamo con la paura, l’incertezza e la chiusura in noi stessi.  Con Bodo abbiamo voluto riportare in primo piano il concetto e l’importanza della relazione  non basata sul protagonismo, bensì intesa come rapporto vero con l’altro. E lo abbiano pensato a cominciare dai più piccoli, da coloro che per primi e più profondamente hanno subito durante la pandemia qualcosa di incomprensibile.
In questo spettacolo abbiamo rovesciato l’immaginario popolare e il drago non è qualcosa di mostruoso che incute paura, ma un modello di gentilezza, di discrezione e attenzione verso chi ci sta a fianco. Bodo non è l’impeto muscolare per cui…” ci sono solo io, si fa come dico io e basta”, ma è la sottile capacità di ascolto, di incontro-confronto con l’altro anche quando il diverso e il cambiamento creano disagio, ci mettono in discussione e ci fanno paura.  La scelta di far diventare la “Paura” un personaggio è anche per favorire il superamento della stessa: la vedo, la conosco e quindi posso  “sconfiggerla”.   Con un linguaggio semplice, poetico e divertente, Bodo parla dell’accettazione di sé e del valore dell’amicizia.
Per i pupazzi abbiamo scelto una linea iconografia non realistica, prendendo ispirazione dall’ambito artistico. Tutto il mondo di Bodo è visto attraverso questo concetto.

it_IT