La Solitudine del Maratoneta

reading multimediale da “La solitudine del maratoneta” di Alan Sillitoe

Una rivisitazione del manifesto del movimento artistico inglese noto con il nome di Angry Young Man.

“La solitudine del maratoneta” fu scritto da Allan Sillitoe negli anni ’50 e conserva sorprendentemente tutta la sua forza e la sua modernità .
Si tratta di un monologo interiore dal ritmo travolgente, a tratti palpitante, per la carica vitale che lo anima; in esso vi è tutta la ribellione ed il vuoto di speranza che oggi come allora affligge le nuove generazioni.

Smith è un giovane ribelle cresciuto nei sobborghi industriali della città, dopo il furto in una panetteria, viene sbattuto in un riformatorio modello. Il direttore dell’istituto scopre le sue doti da podista, lo allena come un “cavallo di razza” in vista della competizione annuale tra gl’istituti britannici e punta su di lui per vincere la prestigiosa coppa.
Mentre corre nella solitudine della campagna il giovane maratoneta ricorda la sua difficile esistenza, riflette sulle vittorie e le sconfitte, sulla libertà, sulla coscienza di sé, medita sul suo futuro. Potrebbe riscattarsi, integrandosi nella società mediante la vittoria sportiva, ma la rabbia che si porta dentro contro i riti e le ipocrisie di questa società che lo ha respinto lo induce a beffare tutti.
Pagine già memorabili si fanno spettacolo straordinariamente aspro e graffiante attraverso una partitura scenica costituita dai diversi linguaggi espressivi propri dei giovani: musica rap, graffiti, e tecniche multimediali create in equipe.

La regia è curata da Roberto Pagura che qui si cimenta anche nell’interazione fra attore e multimedialità.
Hanno contribuito alla realizzazione di questo spettacolo: Mario Massimino rapper specialista in freestyle per le musiche, Chiara Vialmin per le riprese e video editing, Daniela Zucchiatti per l’adattamento del testo e la collaborazione artistica.

Voce narrante: Roberto Pagura 
Armonica: Gianni Massarutto
Rapper: Mario Massimino
Video: Chiara Vialmin
Regia: Roberto Pagura

età consigliata: dai 12 anni