E’ l’esistenza la protagonista di questo spettacolo che Molino Rosenkranz ha preso a prestito dalla penna di Mauro Corona.
Teatro di parola, musica e arti figurative si intrecciano come radici di una pianta secolare.
Agli alberi è, infatti, rivolta la maggior parte della performance.
Guardando ai cicli naturali della vita, Roberto Pagura ha creato uno spettacolo struggente, pervaso da una pietas che trova sostanza nell’attenzione alla natura, alla vita e ai costumi di un folklore ormai perduto.
Sotto la scenografia di una tenda polimorfa, il cui profilo rievoca alberi di fiabesca memoria, segno e suono di Stefano Ius (pittore) e Giovanni Maier (contrabbasso) divengono una sorta di working in progress che si amalgama al farsi delle storie con grande immediatezza e sinergia.
I temi narrati affrontano un passato spazzato via dalla modernità: la saggezza dei vecchi e dei boschi, gli elementi più semplici, terra e acqua, visti anche nei loro effetti apocalittici come nella tragedia del Vajont.
Roberto Pagura voce narrante
Stefano Ius performance pittorica
Giovanni Maier contrabbasso
