Sabato 7 maggio 2016, ore 21.00

BALDUS
EVENTO SPECIALE

di e con Giacomo Trevisan
regia di Serena di Blasio (Friuli)
1427065709   

La storia di Baldus è simile a quella di molti giovani friulani che sotto il dominio austriaco vennero “pilustrati”, cioè strappati dal loro paese e arruolati con la forza. Tornato a Codroipo, Baldus si vendicherà di chi gli ha “rubato la vita”: alla vendetta della vittima sul Potere, però, corrisponderà il castigo della vittima da parte del Potere.
Dopo la morte di Baldus, alla verità processuale si affiancano tante piccole verità sorte dalla voce popolare, e alla Storia si uniscono “le storie”. Nel monologo queste voci si sovrappongono: la messinscena di Serena Di Blasio, e che verrà sviluppata qualora la domanda di residenza venisse accolta, metterà in luce i tanti punti di vista di questa vicenda ribelle, dolorosa, rabbiosa, esemplare.

La vicenda di Angelo Balduzzo diventa leggenda: uno spauracchio per i bambini (“Viôt che tu finissis come Baldùs!” vengono minacciati) che vedono in lui il bandito smargiasso e contrario al potere, un Robin Hood disgraziato e senza causa; le pettegole del paese mettono in giro la voce che della morosa del Balduzzo fosse innamorato anche il dott. Stefano Bianchi, veterinario e fratello del prete ammazzato, che avrebbe quindi tramato col fratello per avere “campo libero” e poter così concupire la giovane; per il potere Balduzzo diviene l’esempio negativo da punire per educare e spaventare il popolo. La storia di un disgraziato, sradicato dal suo paese e privo di futuro diviene una piccola parabola del potere che schiaccia l’uomo, la libertà e l’amore. Balduzzo non si ribella contro un prete colpevole di avergli fatto uno sgarbo, si ribella contro un meccanismo di prepotenza e potere dei sorestans su la puare int.

Nel monologo, quindi, si intrecciano le voci delle tre verità del racconto: la verità popolare e la mitizzazione infantile, la storia ufficiale e borghese (la versione utile al Potere per rafforzarsi) e la storia universale di chi lotta per la propria libertà. Seguendo il dipanarsi e riannodarsi dei tre piani, le zone oscure in cui possiamo tentare solo supposizioni, quelle illuminate solo dai documenti “di parte” e quelle narrate dalla gente si verrà a comporre un mosaico di idee, testimonianze, suggestioni su una vicenda che è sì friulana, ma universale.