Novità 2017

Con Marta Riservato
Regia Massimiliano Donato
Ricerca e trasmissione canti Claudia Grimaz
Scenografie e allestimenti Roberto Pagura
Video Matteo Sabbadini MAMAIS
Foto Diego Landi
Produzione Molino Rosenkranz e Centro Teatrale Umbro 2017

Prendendo le distanze dalla retorica e avvicinandosi il più possibile, in punta di piedi, ad una intimità di sentimenti e stati d’animo, “La Guerra sulle spalle” è dedicato alla storia di fatica e coraggio delle portatrici carniche.

Una vita in salita, un peso sulla schiena che solo i muli erano abituati a portare. Protagoniste dello spettacolo sono donne che durante la prima guerra mondiale trasportarono, sulle vette dove si combatteva, tutti i rifornimenti.

Il racconto parte dalla fine, dalla ritirata: è l’ottobre del 1917 e insieme alla popolazione e agli eserciti anche queste donne si trovano a lasciare la loro terra, la loro casa che per due anni e mezzo hanno difeso a denti stretti per andare da qualche parte, non si sa dove. Durante questo esodo Erminia, portatrice e madre di famiglia, racconta la sua guerra, la sua fatica e la sua paura di arrivare ogni giorno al fronte. Una vicenda di coraggio che parla di una terra il cui orizzonte è alto e dove la sua gente abbassa la testa e suda per raggiungerlo.

Note di regia
Avvicinarsi alla Grande Guerra significa confrontarsi con un vastissimo archivio di lettere, diari e poesie; memorie che nella maggior parte dei casi hanno la verticalità dei testi sacri.

Durante la guerra le portatrici sono state protagoniste assolute del fronte carnico, con il loro coraggio hanno sopperito a tutte le lacune e le mancanze di un esercito e di uno stato che al momento della sua scesa in guerra era completamente impreparato. Del loro vissuto e delle loro fatiche ci rimane la cronaca di chi ha vissuto con loro quegli anni, oltre a qualche immagine che le ritrae con l’inseparabile gerla sulle spalle, ma non un pensiero, una lettera, un diario che ci riveli di loro, delle loro paure e aspirazioni Lo spettacolo si sviluppa a partire dalla fine, dalla disfatta di Caporetto, a partire da quella linea d’ombra in cui tutte le fatiche sopportate e le sofferenze patite si rivelano vane, inutili, in cui tutto quello a cui prima ci si attaccava ostinatamente per dare un senso ora svanisce e sfuoca in un’assenza di ragione. Nella vita di Erminia, protagonista dello spettacolo, proviamo a vedere noi stessi per capire chi siamo e da dove veniamo.

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